Tonno in scatola, non sono solo dettagli: questi 3 indicatori ti dicono se è buono

Il tonno in scatola è uno degli alimenti più presenti nelle case degli italiani.

È pratico, dura a lungo in dispensa, si prepara in pochi secondi ed è perfetto per insalate, pasta fredda, panini o pasti veloci.

uomo assaggia tonno in scatola
Tonno in scatola, non sono solo dettagli: questi 3 indicatori ti dicono se è buono

Proprio perché lo acquistiamo spesso, vale la pena sapere come sceglierlo nel modo giusto. Non tutte le confezioni, infatti, sono uguali: cambiano qualità, provenienza, metodo di lavorazione e valori nutrizionali.

Se ignori questi 3 aspetti, rischi di portare a casa un prodotto meno conveniente o meno adatto alle tue esigenze.

1. Controlla sempre il peso sgocciolato

Molti consumatori guardano solo il peso totale indicato sulla confezione, ma il dato davvero importante è il peso sgocciolato.

Questo valore indica quanto tonno c’è realmente nella scatoletta, senza considerare olio, acqua o liquidi di conservazione. In alcuni casi, confezioni simili per dimensioni possono contenere quantità diverse di prodotto effettivo.

Per capire se un acquisto conviene davvero, confronta sempre il prezzo con il peso sgocciolato.

2. Meglio al naturale o sott’olio? Dipende da cosa cerchi

La scelta tra tonno al naturale e tonno sott’olio non riguarda solo il gusto. Cambiano anche calorie, sapore e conservazione.

Il tonno al naturale è spesso preferito da chi segue una dieta più leggera, perché contiene meno grassi e meno calorie.

Il tonno sott’olio, invece, tende ad avere un gusto più ricco e una consistenza più morbida. L’olio aiuta inoltre la conservazione del prodotto.

In alcuni casi, però, il tonno al naturale può contenere una quantità maggiore di sale per compensare l’assenza dell’olio. Per questo è sempre utile leggere l’etichetta nutrizionale.

3. Provenienza e metodo di pesca fanno la differenza

Un altro elemento importante è la provenienza del tonno. Su alcune confezioni è indicata la zona di pesca tramite il codice FAO, che identifica l’area marina di origine.

Tra le zone considerate più affidabili dagli esperti vengono spesso citate la FAO 71 e la FAO 81, entrambe nell’Oceano Pacifico, da cui proviene parte del tonno pinne gialle consumato in Italia.

Anche il metodo di pesca conta molto. Alcuni consumatori preferiscono evitare prodotti ottenuti con sistemi FAD (dispositivi di aggregazione dei pesci), perché possono causare catture accidentali di altre specie marine.

Quando disponibile, una certificazione come ISO 22005 rappresenta un valore aggiunto perché garantisce la tracciabilità lungo tutta la filiera, dalla pesca fino allo scaffale.

Attenzione alla specie: il tonno pinne gialle è monitorato

Il tonno pinne gialle è tra le varietà più diffuse sul mercato, ma negli ultimi anni è stato oggetto di controlli internazionali legati alla sostenibilità della pesca.

Nel 2021, grazie a nuove politiche di tutela, la specie è stata considerata fuori dalla fascia di rischio più immediata.

Come conservare il tonno dopo l’apertura

Una volta aperta la scatoletta, il tonno non va lasciato nel contenitore originale.

Trasferiscilo in un recipiente per alimenti con chiusura ermetica, conservalo in frigorifero e consumalo entro circa 4 giorni.

Un ultimo consiglio a tavola

Il tonno è versatile e si abbina facilmente a molti ingredienti. Alcune persone, però, preferiscono evitare l’associazione con formaggi stagionati come il Parmigiano, perché la combinazione di proteine può risultare più pesante da digerire.

Per scegliere bene il tonno in scatola basta controllare tre elementi fondamentali:

  • peso sgocciolato
  • tipologia (naturale o sott’olio)
  • provenienza e metodo di pesca

Piccoli dettagli che possono fare una grande differenza tra un acquisto qualsiasi e uno davvero consapevole.

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