Quando si parla di pensione, il requisito più conosciuto è quello dei contributi: oggi, per ottenere la pensione di vecchiaia servono almeno 67 anni di età e 20 anni di versamenti.
Ma cosa accade a chi non ha mai lavorato e quindi non ha maturato contributi?

La risposta è sì, ma con una precisazione importante: non si tratta di una pensione vera e propria, bensì di una forma di sostegno economico prevista dallo Stato.
L’alternativa: l’assegno sociale
Chi non ha mai versato contributi può accedere all’assegno sociale, una prestazione economica erogata su domanda dall’INPS e destinata alle persone in difficoltà economica. Questa misura ha sostituito la vecchia pensione sociale e rappresenta oggi l’unico strumento di tutela per chi non ha una storia contributiva. Per il 2026, l’importo è di circa 534 euro al mese per 13 mensilità.
Per accedere all’assegno sociale è necessario rispettare una serie di requisiti ben precisi. Il primo è quello anagrafico: bisogna aver compiuto almeno 67 anni.
Un altro requisito fondamentale riguarda la cittadinanza e il soggiorno. Possono richiedere la prestazione i cittadini italiani, i cittadini dell’Unione Europea regolarmente iscritti all’anagrafe del Comune di residenza e anche alcune categorie di cittadini extracomunitari, come i titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, i familiari di cittadini comunitari e coloro che hanno ottenuto lo status di rifugiato politico o la protezione sussidiaria. In ogni caso, è necessario vivere stabilmente in Italia e aver soggiornato legalmente nel Paese per almeno dieci anni continuativi.
L’aspetto centrale resta comunque quello economico. L’assegno sociale viene riconosciuto solo a chi ha redditi inferiori alle soglie stabilite ogni anno dalla legge. Per una persona non coniugata il limite è di circa 6.947 euro annui, mentre per chi è sposato si tiene conto del reddito complessivo della coppia, che non deve superare circa 13.894 euro.
Nel calcolo del reddito vengono considerati diversi elementi, come i redditi soggetti a IRPEF o quelli derivanti da terreni e fabbricati, mentre altri vengono esclusi, ad esempio l’abitazione principale o il trattamento di fine rapporto.
Quanto si percepisce realmente?
L’importo dell’assegno sociale non è uguale per tutti, ma varia in base alla situazione economica. Chi non possiede alcun reddito ha diritto all’importo pieno, mentre chi ha entrate inferiori alla soglia prevista riceve una cifra ridotta. Se invece il reddito supera i limiti stabiliti, la prestazione non viene riconosciuta.
Anche nel caso delle persone coniugate, il principio è lo stesso, ma si tiene conto del reddito familiare complessivo per determinare l’importo spettante.
Dopo aver presentato la domanda, il pagamento dell’assegno sociale parte dal primo giorno del mese successivo.
È importante sapere che l’assegno sociale non è una prestazione definitiva. Ogni anno l’INPS verifica nuovamente il possesso dei requisiti, in particolare quelli legati al reddito e alla residenza. Eventuali variazioni possono comportare una riduzione dell’importo o la perdita del beneficio.
In sintesi: si può “andare in pensione” senza contributi?
In conclusione, sì, anche chi non ha mai lavorato può ricevere un sostegno economico una volta raggiunta l’età prevista. Tuttavia, non si tratta di una pensione basata sui contributi, ma di una misura assistenziale rivolta esclusivamente a chi si trova in condizioni economiche svantaggiate e rispetta tutti i requisiti richiesti.





