Dal 2026 cambiano le regole sui controlli fiscali legati alle spese sanitarie inserite nella dichiarazione dei redditi.
Agenzia delle Entrate rafforza infatti le verifiche sulle detrazioni mediche, concentrandosi soprattutto sui contribuenti che intervengono modificando i dati presenti nel modello precompilato.

Chi aggiunge importi, elimina spese o corregge voci relative a farmaci, visite o prestazioni sanitarie potrebbe essere selezionato per un controllo formale. Una novità che riguarda milioni di italiani e che rende ancora più importante verificare con attenzione ogni documento fiscale prima dell’invio della dichiarazione.
Come funzionano i nuovi controlli sulle spese mediche
Le verifiche si basano sull’incrocio automatico tra i dati inseriti nella dichiarazione dei redditi e quelli registrati nel Sistema Tessera Sanitaria.
Medici, farmacie, laboratori, cliniche e strutture autorizzate comunicano infatti tutte le spese sostenute dai pazienti. Queste informazioni vengono poi trasferite nella dichiarazione precompilata.
Se il contribuente modifica i dati e quanto dichiarato non coincide con quanto presente negli archivi, il sistema può segnalare l’anomalia e avviare un accertamento.
Cosa può controllare il Fisco
In caso di verifica, l’amministrazione finanziaria può analizzare nel dettaglio ogni spesa sanitaria. Può controllare il codice fiscale del contribuente o del familiare a carico, la struttura sanitaria o il professionista che ha emesso il documento, la data della prestazione, la tipologia di spesa, l’importo pagato e la modalità di pagamento, distinguendo tra sistemi tracciabili e contanti.

Questo significa che ogni modifica effettuata nella precompilata deve essere supportata da documentazione corretta e conservata con attenzione. Le verifiche non riguardano solo visite mediche o farmaci, ma tutte le principali voci detraibili. Rientrano quindi medicinali, dispositivi medici, visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni sanitarie varie e spese veterinarie.
La detrazione resta pari al 19%, con la franchigia prevista dalla normativa.
Attenzione a CAF e commercialisti: servono sempre i documenti
Chi si affida a un CAF o a un professionista abilitato deve comunque consegnare ricevute, fatture e scontrini parlanti. Non basta indicare l’importo della spesa: in caso di controllo è necessario dimostrare l’effettivo sostenimento del costo e la sua corretta detraibilità. Le spese mediche possono ancora essere detratte anche se pagate in contanti, ma solo in casi specifici.
La detrazione resta valida se il pagamento riguarda strutture pubbliche o soggetti privati accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale. In altri casi, per ottenere il beneficio fiscale, è necessario utilizzare strumenti di pagamento tracciabili.
I contribuenti possono scegliere di non far trasmettere automaticamente le proprie spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, esercitando il diritto di opposizione tramite accesso con SPID o Tessera Sanitaria. Chi sceglie questa strada mantiene comunque il diritto alla detrazione, ma dovrà conservare tutta la documentazione fiscale e presentarla in caso di controlli.
Cosa fare per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate
Per non rischiare contestazioni nel 2026 conviene controllare con attenzione il 730 precompilato, modificare solo dati realmente errati, conservare scontrini e fatture, preferire pagamenti tracciabili quando richiesto e verificare che ogni spesa sia realmente detraibile.
Con i nuovi controlli automatici, precisione e documentazione diventano fondamentali per evitare sanzioni e richieste di rimborso fiscale.





